Botte, carabinieri e risse. Libia? No, lo Zaccheria. Pagelle di Foggia – Gela 2-2

PAGELLE – Ivanov 5.5. Una domanda: quando torna Santarelli?
Candrina 6. Come sempre si lancia nelle scorribande nella metà campo avversaria e, per far questo, scopre la difesa. Dà la sensazione di patire qualche acciacco. Sandokan con le bende. (26’st, Agodirin 6.5. Indovina indovinello, chi è il più furbo del campo? Ma sì, è Lola! Il Gela perde tempo per l’intero secondo tempo. Omaccioni grandi e grossi, senza pioggia, né campo pesante, non possono tutti essere afflitti da crampi o da ginocchia molli che cedono tutto d’un tratto provocando cascate di corpi come carneficine. E allora, alla prima occasione lui si prende la vendetta. E ora provate a prenderlo.)
Tomi 6. In settimana, nel ghiaccio di Ordona, si era sottovalutato, dicendosi non ancora maturo ad affrontare una gara per intero dopo tre mesi lontano dai campi. Cosa non vera. Tomi gioca 90 minuti, spinge sulla fascia, difende e si propone in avanti, dialogando con un non ottimo Insigne. Leone.
Salamon 6.5. Si piazza al centro e non lo smuovi nemmeno con la dinamite. Randella e si fa randellare. Si intestardisce, nei primi minuti, per calciare una punizione dal limite che, per due volte, manda a schiantarsi contro la barriera biancoazzurra. Poi cresce, giocando una partita da autentico Pirlo in fa minore. Serve palloni con il contragiri sia a Farias che ad Insigne. Colosso polacco
Rigione 5.5. Vero è che beccare gol come il Foggia li ha beccati oggi non comporta, necessariamente, responsabilità soggettive. Vero è anche, però, che non puoi farti star lì ad ammirare gli avanti che bellamente tirano verso il portiere più scandaloso degli ultimi 150 anni della stria dell’Italia unita. Statua di pietra. (20’st, Torta sv Non ha fatto nemmeno la doccia)
Romagnoli 6. Come sopra, ma con il merito di accalappiare quelche palla in più. Ferma in maniera egregia Docente lanciato a rete con un intervento da magistero.
Farias 7. Corre corre corre. Ha sette vite e chissà quante batterie. Altro che Duracel. Sulla destra spadroneggia che nemmeno Gheddafi a Bab al Azizia. Prova anche a mettere le melanzane nel piatto alla norma in prima persona, senza tuttavia riuscirci. Bep bep.
Kone 6.5. Inizia benino. Zeman lo preferisce a Burrai e lui prova a ripagare la fiducia del boemo. Prova anche ad impostare e non solo ad arrembare. Nel primo tempo, dai suoi piedi passano diversi palloni. Serve un assist al bacio per l’1-0 di Sau che lascia di sasso tutta la retroguardia del Gela. Capita l’antifona, i centrocampisti gelani gli montano attorno la gabbia e non gli consentono più nulla. Prigioniero. (39’st, Agostinone sv)
Sau 7. E sono 15, superato Insigne e di nuovo capocannoniere. Dormicchia per tutta la partita, spara alto in un paio di circostanze. Non brilla per vivacità. Ma due volte viene chiamato in causa e due volte non fallisce. Il 24enne sardo fa godere da Dio tutta la curva Sud. Provoca la rissa finale. Ma, in fondo, meglio così. Cinico.
Laribi 5.5. Non è il miglior Laribi, quello che scende in campo contro il Gela. A mobile è anche mobile, ma a volte è troppo prevedibile ed è un po’ fuori dal gioco. Non riesce a dar sfogo a tutta il suo estro.
Insigne 5.5. Quando vuole fare il Maradona a tutti i costi è urticante.
Zeman 6. Nessuna squadra composta da sani di mente avrebbe preso gol come è successo per la seconda marcatura del Gela. È la sintesi di quello a cui si va incontro se il tuo coach si chiama Zdenek e di cognome fa Zeman. Ma, tutto considerato, il suo Foggia non demerita. Stradomina il primo tempo ed anche il secondo. Se l’arbitro avesse dato recupero, chissà che cos’altro sarebbe successo. Quisquilie e discussioni che odorano di giustificazioni. Resta che, il Foggia non è autorizzato a pareggiare in casa con il Gela.

Cinquina! Il Foggia gioca a tombola con il Lanciano

Za Fò (La foto è di Roberto Moretto, Sud Sport)

Santarelli 6.5 – La Virtus non gli procura particolari grattacapi. I due gol di Sacilotto sono fulmini a ciel sereno il cui voltaggio non poteva essere previsto. Si fa ammonire dopo essersi fatto coinvolgere in una rissa a centrocampo. Interviene in tutto un paio di volte, entrambe in modo decisivo. Sicuro.
Caccetta 6 – Rimane, non ce ne voglia Zeman, l’anello debole della potente catena rossonera. Ha velocità, non c’è dubbio, ma più di una volta si impappina nel pallone. Maturerà quando, guardandosi allo specchio, si accorgerà di non essere Maradona. Presuntuoso
Regini 6.5 – Il Blasco, finalmente, è tornato. Il passaggio a vuoto di domenica scorsa è alle spalle. Lì, nel naufragio generale, ci poteva anche stare un piccolo appannamento. Questa volta non crolla. Anzi. Spinge e difende. Ritrovato.
Salamon 6.5 – Il biondone si piazza al centro del centrocampo e non lo smuovi nemmeno con l’ausilio di una gru. Controlla come un buttafuori le incursioni dei mediani frentani, gli mostra il petto e, per la maggior parte, scappano via veloci. Nel secondo tempo si appanna un pò. Stentoreo.
Rigione 6.5 – La domanda è: o lui o Romagnoli si sono fati scappare, per due volte, lo stesso giocatore in due azioni differenti soltanto per la tempistica realizzativa. A parte questo, però, monitora l’area di rigore da buon mastino. Finalmente.
Romagnoli 6.5 – E’ tutto suo. Non lascia filtrare niente (eccettuate quelle due pallette poi trasformate in gol da Sacilotto). Controlla la terra e l’aria con precisione quasi urticante. Controllore di volo.
Farias 8.5 – Ma dove sei stato fino ad ora, Diego? Un giocatore assolutamente magnifico. Lo si era annusato a Lucca, nel quarto d’ora regalatoli da Zdenko. L’ha più che confermato nel tempio del calcio dauno, con estremo dispiacere della controparte. Corre per tre, lotta come un operaio della Fiom di Mirafiori, spappola, da solo, la retroguardia del Lanciano. Nun ce lassà.
Kone 8 – Un Gattuso di colore. Non molla nemmeno un pallone agli avversari. Fa da mezz’ala, da mediano, da suggeritore, finache da libero. Si sveglia nel momento migliore della stagione. Un messaggio per chi l’ha reimpostato a velocità normale: dimenticati che esiste il tastino della moviola. Grazie. Tuttofare.
Sau 7.5 – Cinchischia in più di un’occasione. Fa undici, è vero, ma sbaglia anche tanti gol sotto porta. Però si danna l’anima. E’ l’Inzaghi del Foggia, fa un gol e ne sbaglia tre. Ma c’è sempre quando lo chiami. Fedele.
Laribi 7 – Nel chiaro andirivieni delle sue prestazioni, questa era la volta della prestazione positiva. Ha classe cristallina ed una visione di gioco che Kone e Salamon nemmeno fra mille anni. Karim è un campioncino. I giocatori del Lanciano si sono accorti della giornata si e l’hanno spazzolato per bene. Lo vuole mezza serie B e non si fa fatica a crederlo. Deve trovare stabilità.
Insigne 9 – Vi ricordate quello che, in due partite, ha sbagliato due rigori? Bene, quello era il cugino di secondo grado di Lorenzo (ecco spiegata anche l’omonimia). Ma il pubblico dello Zaccheria, e noi con lui, vuole questo Insigne. Imperversa come un temporale sul lungomare dell’area di rigore frentana facendo volare quegli ombrelloni immobili che sono i difensori abruzzesi. Ne infila tre e ne fa infilare un altro. Da matti.
Zeman 7 – Non ha smesso un attimo di urlare alla squadra. Ha sbraitato contro i suoi fino al 95′. Nessuno deve permettersi di deconcentrarsi, dal passato s’impara. In settimana, Semeraro, presidente del Lecce, parlando in diretta a Sportitalia l’ha additato di “vecchiume”. Bastano queste cinque risposte? Coraggioso.

Lucchese Foggia 4 a 2. Le pagelle di una disfatta

Santarelli 6. Incolpevole sui gol della Lucchese. Nel secondo tempo salva la baracca almeno un altro paio di volte. Sarebbe stata un’umiliazione troppo grande per questo Foggia. E un riconoscimento troppo grande per questa Lucchese. Meglio di Ivanov. Ci sta.
Caccetta 5. Ma è entrato in campo? Inconsistente.
Regini 5. Questa volta anche lui passa a vuoto peggio di un ignavo dantesco. Non difende, non attacca, non crossa. Non fa niente. Speriamo almeno che Lucca, come città, gli sia piaciuta. Addormentato.
Burrai 5.5. Per un tratto del primo tempo realmente coordina centrocampo ed attacco. Poi, all’improvviso si spegne la sua telecamera da regista. Il suo film, alla fine dei novanta e rotti minuti finisce per annoiare ed innervosire. Sbaglia tanti lanci. E, quando li azzecca, ci pensano gli altri a sbagliare. Impreciso.(30’st,Perpetuini sv. Diamogli tempo)
Iozzia 3. Mai vista una cosa del genere. In area della Lucchese, quando dovrebbe tirare, ciabatta a venti metri dalla traversa. In area del Foggia, quando dovrebbe spazzare via come Baresi comanda, serve Marotta. O è stato ingannato dai colori o è pateticamente scarso. Delle due l’una. Confuso.
Romagnoli 5. Non vuole far sfigurare Iozzia per non metterlo in imbarazzo. Si adagia sul compagno di merende sul prato lucchese. Inaspettato.
Varga 5.5. Ha il merito, in una gara fatta di nulla, di servire Kone nell’occasione del gol del momentaneo pareggio. Si poteva anche tenerlo dentro. Migliorabile. (1’st, Farias 6. Entra e piazza l’assist per il gol di Laribi. Corre, si accentra, svaria sulla trequarti e sul fronte offensivo. Per un pelo non segna all’esordio. Incoraggiante.)
Kone 5.5. Segna, è vero. Ma, al di là del gol, non fa proprio niente. La sua patita è molto meno che sufficiente. Lento, macchinoso, stanca chi ne ammira le gesta. Alla lunga stufa. Velocizzati.
Sau 5.5. Il folletto è rimasto nel funghetto più bello di tutta la Foresta Umbra a festeggiare Natale con scoiattoli, fatine e gli altri abitanti del Piccolo Mondo. Corre tanto, ma si perde anche tanto. Forse voleva digerire i panettoni. Già magro.
IL MIGLIORE.Laribi 6.5. Un gran bel gol ed una buona partita di sostanza e qualità. Non solo si salva dalla caduta generale, ma gioca in generale una buona partita. Peccato che Iozzia sprechi un’ottima palla da lui messa al centro. Capitano. (30’st, Salamon 5. Più lento di Kone. E’ dire tutto)
Insigne 5. Il voto è la media aritmetica tra il 7 del primo tempo, il 5 del secondo e l’unità sottratta a causa del rigore fallito. Si danna l’anima lì davanti per cercare di colmare il vuoto lasciato da uno spento Sau. Mette in mostra il suo repertorio di alta classe, ma sbaglia troppo. Avesse fatto l’Insigne avrebbe dovuto per lo meno metter dentro un paio di pallette. Ed invece sbaglia anche dal dischetto. Non mollare.
Zeman 4.5. E’ vero che la squadra non subisce, ma non riesce mai a reagire al momento giusto. Beccarne quattro a Lucca non è un buon viatico per iniziare il nuovo anno. La Lucchese aveva un solo giocatore pericoloso e nessuno lo ha marcato. A volte si può anche sacrificare un uomo al dio della difesa.

IL PEZZO COMPLETO DI CRONACA E COMMENTO E’ SU http://www.statoquotidiano.it/09/01/2011/foggia-in-versione-santa-klaus-partita-regalata-alla-lucchese/40027/

Foggia. Ovvero, come ti abbatto la Torre

Santarelli 7. Non occorre essere un marziano per risultare migliore di Ivanov. Un cacciatore di farfalle alle prime armi ne prenderebbe di più. Ma il Santa ingarra la partita. Non avesse intercettato la minolla di Carparelli- bumbum non ci sarebbe stata più ragione di giocare oltre. Oltre al culo c’è di più…

Candrina 6.5. A parte i capelli scandalosi, è l’unico, lì dietro, che si danna l’anima. Fa il capitano e, a vederlo giocare, è il perfetto esempio della filosofia di Zeman: non difende un gran che ma corre come un ossesso passato il centrocampo. (sost. Tomi sv.)

Regini 5. Stona il Blasco, questa volta. Stecca a tal punto che, a pochi secondi dal fischio del novantesimo, manda a rete un pisano per raccogliere 100 euro cadute a terra a qualche tifoso.

Salamon 6. Come il re ebreo, spacca sé stesso in due. C’è Sala, quello del primo tempo, senza cervello, senza muscoli, senza cuore, senza polmoni; è c’è Mon, che è totalmente diverso. Si piglia il centrocampo sul groppone ed arretra a randellare senza complimenti. Si può dare di più.

Rigione 5.5. Bravo a mettere spesso gli avversari in fuorigioco. Meno bravo a volerlo fare a tutti i costi. È un mulo. Ma l’asino casca in molte occasioni. Nel primo tempo fa il nano e il ballerino. Nel senso che lascia che la difesa balli bellamente. Si riprende nella ripresa.

Iozzia 5.5. Come sopra.

Agodirin 8. Kolawole sì, Kolewole a me mi fa impazzire… Corre come un furetto e segna come un ariete. Lui, un metro e due sputi stacca in area e fa pareggiare il Foggia. Un fenomeno a costo zero.

Kone 5. Pompato. Non ne azzecca una. Non corre, anche perché non è esattamente una scheggia. Rallenta il gioco, non riesce ad impostare il gioco, non fa assist, perde palloni in quantità industriale. A vedere Pazienza, viene da piangere… (sost: Palermo 6. Meglio di Kone, perlomeno corre dappertutto. È in attacco, è in difesa, è a centrocampo. Metterlo titolare, no?)

Sau 6.5. Non segna, ma fa segnare. Corre per tre, salta l’uomo, ci prova. Tanto avulso nel primo tempo (colpa anche di un campo che, a confronto, San Michele è l’Olimpico…) quanto determinante nella ripresa. Ciccio Baiano del Duemiladieci. (sost: Cortese 6. Entra, tira e colpisce l’incrocio dei pali. Però…)

Laribi 6. Anche lui contagiato dalla sindrome di Two face. Un primo tempo inguardabile, da nervi. Poi Zdenko man lo sconfigge e lo ridà al campo disintossicato della parte nera. Manca il gol, ma per poco. Lo stile non è acqua minerale. Una partita normale, dopo tante iperboli sportive, ci sta.

Insigne 7. È talquale a Sau. Tanto che, approfittando della somiglianza, la mette dentro e fa vincere i satanelli. Lui, napoletano, regala i tre punti forse più importanti della stagione del ritorno di Zeman.

Zeman 7. Lo fa apposta, non ci sono altre spiegazioni. Guardatelo in panca: perde e non si incazza, pareggia e non si scompone, vince e non esulta. Vietato ai deboli di cuore

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