I risultati delle primarie in Capitanata

COMUNI VOTANTI BOCCIA VENDOLA
VOTI % VOTI %
Accadia 216 89 41,20% 127 58,80% v
Alberona 31 9 29,03% 22 70,97% v
Anzano 198 45 22,73% 153 77,27% v
Apricena 1395 709 51,41% 670 48,59% b
Ascoli S. 312 196 63,02% 115 36,98% b
Biccari 216 122 56,48% 94 43,52% b
Bovino 162 45 27,78% 117 72,22% v
Cagnano 506 200 39,53% 306 60,47% v
Candela 201 129 64,50% 71 35,50% b
Carapelle 231 77 33,33% 154 66,67% v
Carlantino 121 6 5,04% 113 94,96% v
Carpino 465 303 65,44% 160 34,56% b
Casalnuovo 110 71 65,14% 38 34,86% b
Casalvecchio 291 181 62,20% 110 37,80% b
Castelluccio S. 101 39 38,61% 62 61,39% v
Castelluccio V. 94 41 43,62% 53 56,38% v
Celenza 108 64 59,26% 44 40,74% b
Cerignola 1512 510 33,84% 997 66,16% v
Chieuti 103 26 25,24% 77 74,76% v
Deliceto 296 157 53,58% 136 46,42% b
Foggia 4573 1522 33,17% 3067 66,83% v
Ischitella 360 174 48,60% 184 51,40% v
Isole Tremiti 73 4 5,48% 69 94,52% v
Lesina 195 58 29,74% 137 70,26% v
Lucera 1096 182 16,64% 912 83,36% v
Manfredonia 3165 2104 65,98% 1085 34,02% b
Mattinata 574 299 52,09% 275 47,91% b
Monte S. A. 755 265 35,38% 484 64,62% v
Monteleone 214 7 3,27% 207 96,73% v
Ordona 172 38 22,09% 134 77,91% v
Orsara 657 249 38,19% 403 61,81% v
Ortanova 669 376 56,46% 290 43,54% b
Peschici 141 29 20,71% 111 79,29% v
Pietra 134 49 36,57% 85 63,43% v
Poggio 215 202 93,95% 13 6,05% b
Rignano G. 250 88 35,48% 160 64,52% v
Rocchetta 117 30 25,64% 87 74,36% v
Rodi 360 66 18,33% 294 81,67% v
Roseto V. 94 8 8,51% 86 91,49% v
S. Giovanni R. 2000 915 45,89% 1079 54,11% v
S. Marco in L. 848 329 39,07% 513 60,93% v
Sannicandro 820 388 48,08% 419 51,92% v
S. Paolo C. 429 209 48,72% 220 51,28% v
S. Severo 1785 759 43,00% 1006 57,00% v
Sant’Agata 74 53 71,62% 21 28,38% b
Serracapriola 184 114 61,96% 70 38,04% b
Stornara 368 177 48,10% 191 51,90% v
Stornarella 356 134 39,41% 206 60,59% v
Torremaggiore 997 587 59,47% 400 40,53% b
Troia 352 107 30,48% 244 69,52% v
Vico 435 166 38,16% 269 61,84% v
Vieste 917 430 47,36% 478 52,64% v
Volturino 191 108 56,54% 83 43,46% b
Zapponeta 247 183 74,39% 63 25,61% b
TOTALE 30486 13428 44,18% 16964 55,82%
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Published in: on 26 gennaio 2010 at 22.29  Lascia un commento  
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Con le primarie (e con Vendola) Foggia ha vinto

Ieri Foggia ha vinto. Ed ha vinto perchè si è alzata dal suo smunto e trascinato atteggiamento passivo di chi resta alla finestra della storia. Ieri Foggia ha vinto perché si è andata a conquistare il suo futuro. Quattromila e cinquecento sono stati i cittadini del capoluogo che si sono scoperti effettivamente cittadini del capoluogo. Ieri Foggia ha vinto e con Foggia hanno vinto gli oltre 30 mila elettori di Capitanata, i 192 cuori pulsanti dell’intera Puglia.

Ieri Foggia ha vinto perché è diventata nervo passionale di questo processo di rivoluzione che risponde al nome di Nichi Vendola. Ieri Foggia ha vinto perché, preferendo Nichi al grigio Boccia, ha sotterrato impietosamente nel “tavuto” della storia e dell’inconsistenza, tutte le voci ignoranti di chi ha definito frettolosamente questi cinque anni vendoliani come un eterno favore fatto a Bari. Come un mutuo sulla Puglia, un leasing che avrebbe, al termine, consentito al capoluogo levantino di comprare, senza ricevuta, l’intera regione. Non è stato così e la Puglia l’ha capito. E Foggia l’ha capito. Le risposte migliori della Puglia migliore al modo peggiore di fare la politica più abietta sono arrivate puntuali. In tanti, due volte il numero di cinque anni fa (stessi contendenti, stesso vincitore, ma con 79.296 votanti allora), hanno rivendicato il loro diritto di addrizzare quel punto interrogativo che il Pd romano voleva mettere su un’esperienza che tutta Italia ci invidia e che tutto il mondo conosce, trasformandolo in un secondo, esclamativo. La Puglia, e con essa Foggia, ha vinto perché ha finalmente messo in campo la sua rivendicazione di scelta. Scegliere è già un risultato. Scegliere con coscienza è un risultato doppio. Scegliere nel giusto e senza farsi abbindolare dal lustrino del grande partito è invece la vera vittoria. E se in Capitanata il risultato è stato il meno lusinghiero dell’intera Regione (17.013 Vendola, pari al 56% contro i 13.413 di Boccia e 44% contro ad esempio, l’81% di Bari ed il 70% di Taranto), i foggiani hanno tributato percentuali da Bulgaria a Nichi (dei 4567 di cui sopra, 3069 sono state le schede Vendoliane, per una percentuale pari al 67%.).  Stanno, insomma, le cose, proprio come le presenta Michele Emiliano: “la lezione” è “per tutto il partito” e non solo per Francesco Boccia, anonimo capro espiatorio. È una lezione inflitta a quei grigi funzionari, scipite copie automatizzate della politica delle idee di cui vanno troppo spudoratamente blaterando, che ieri, da mane a sera, hanno presidiato ogni circoscrizione in maniera costante. Nel loro modo di interfacciarsi con la gente si coglie l’imbarazzo di un Pd che non sa più parlare e fare breccia. Sempre che sia mai stato capace di innescare una seppur minuscola scintilla di passione. Li vedevi eretti, fissi come lance infilzate nell’asfalto, intabarrati in un mattino di fine gennaio, a reclamare visibilità. A mettere in vendita un nome da sbarrare. Di contro il loro suq, la Puglia migliore e Foggia migliore. Quella che rigettava le loro sortite di avvicinamento, quella che non aveva bisogno di essere indirizzata, spedita com’era nel votare. La città gioiosa che non ha paura, che non soffre di manie di grandezza pur essendone in diritto. Foggia, Barletta – Andria – Trani, Bari, Taranto, Brindisi, Lecce sono state in vetrina per tutta la giornata. Lo stivale ci ha ammirati con un tocco d’invidia. “I pugliesi sono gente fortunata”, ci omaggiava Matteo Bertocci su Il Manifesto di domenica. Si, vedendo le code ai seggi con meno di dieci gradi di temperatura, c’è da dargli ragione. Siamo gente fortunata che si è saputa guadagnare a morsi il diritto di contare. Uomini e donne coscienti, però, artefici del nostro destino. Quei volti sorridenti in fila, mamme, padri con bambini. E bambine: come quella rosa vestita con due fari azzurri al posto degli occhi che stringeva la mano del papà alle nove di mattina nel quartiere Cep. Anche lei disciplinata, anche lei contenta. E poi i giovani di ogni età ed estrazione sociale. Giovani impegnati e non solo: ognuno fotogramma di un futuro che non si arresta qui. O che, per lo meno, tenta di fare in modo che il sogno non si spezzi nel ritorno alla coscienza. Gli spumanti che abbiamo stappato ieri sera, pertanto, non sono soltanto l’affermazione di una vittoria numerica. Bensì la definizione di una strada che non conosce deviazioni. Ogni urlo, ogni abbraccio, ogni brindisi contiene la speranza, sono sintomi vivi e calorosi di una generazione che non ci sta alla rassegnazione. Magari abbiamo le valige pronte, è vero. Ma il nostro orgoglio resterà sempre qui. Nel mare del Salento, nelle colline della Murgia, nelle cattedrali che si affacciano verso i Balcani e la Turchia, inebriandosi di Oriente, nelle campagne di Capitanata, ed anche nelle fabbriche di Bari e Taranto. E in quel presidente anomalo, diverso, sovversivo.

Da leggere ascoltando: Ivano Fossati, La canzone popolare

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