Michela, da fotografa a ‘cake painter’. “Una sfida culturale”

Foggia – FINO a pochi mesi fa, prima di chiudere lo storico studio di Corso Roma, leggere alla voce ‘Michela Di Bari‘ significava rinvenirvi, di fianco, la mansione di fotografa. Una vita trascorsa dietro l’obiettivo, quella di Michela, a tirare avanti la ‘baracca’ raffinata a conduzione familiare di “Studio America”. Un mestiere che, con l’incedere degli anni e della tecnologia, va mano mano scivolando vero la denominazione non proprio protetta dell’ “altri tempi”. Con le digitali tendenti alla perfezione e l’approssimazione artistica tra professionista e dilettante (colmata dalla diffuzione di software gratuiti), meglio pensare ad altro. Specie se quell’altro è la passione di una vita, neppure troppo segreta. Anzi, per nulla tenuta nascosta.

UNA PASSIONE PRECOCE – Michela ha incominciato a lavorare sulle torte dall’età di 15 anni. Inizialmente in maniera del tutto disinteressata. Ad attrarre l’adolescente è il rito antico e sempre identico dell’impasto. Mani che si muovono, rumori di fruste e calore del forno nelle uggiose giornate di pioggia. Soprattuttto, l’attesa di ammirare il prodotto finito e di testarne la riuscita guardando l’immagine del suo lavoro attraverso lo specchio dei visi dei parenti. Sono stati loro i suoi primi avventori. Critici e promotori, ispiratori e delatori.

L’INGEGNERA DELLA DOLCERIA – Con il tempo e la maturazione di una propria consapevolezza, la culinaria s’incontra con la passione per l’arte figurativa. Michela pensa che sia giunto il momento di far ballare i sensi. L’olfatto ed il gusto, sfacciatamente corteggiati dalla vista. L’aiuta, in questo sogno ribelle, la propensione alla figurazione. Michela frequenta prima il ‘Perugini’, poi l’Accademia. A vent’anni capisce che può e deve dare un tocco in più a quelle torte già speciali. Renderle uniche. Regala l’armonia al ballo di cui sopra e partorisce le prime torte decorate. Cambia pelle Michela e la studentessa creativa e cuoca occasionale si trasforma in cake designer. “Ma – aggiunge a Stato – mi piace definirmi ed essere definita una cake painter“. Per dirla in breve, una pittrice delle torte, un’Ingegnera della cucina, chiamata ad abbinare costrutti, disegni, colori, forme, occasioni e sapori.

Torte e cup cake (composizione foto: Michela Di Bari, Foto America Foggia)

LA TORTA, QUESTA VOCAZIONE – Come ogni ‘artista’ alle prime armi, Michela non può che alimentare il suo talento nell’unico modo che il talento conosce per soddisfare la propria bramosia di crescere: coltivandolo. Studia, s’informa, supera la linea sottile che passa tra una normale cake maker ed un’innovatrice. “In questo momento capii che la mia ispirazione era tendente verso la tradizione dolciaria anglo-americana più che verso quella italiana”. Adotta come suo canone estetico la grandezza, mettendo al bando l’essenzialità. “La tradizione americana – spiega – prevede torte alte anche 12-15 centimetri, decorate e per nulla banali, con pan di spagna che non necessita di essere bagnato e che, dunque, lascia molto margine alla fantasia”. Da quel frangente, è un climax ascentente. Torte d’ogni foggia, dimensione, colore. Torte decorate a mano per intero, disegnate a pennello, torte dalla forma a scelta. Soprattutto, cosa fondamentale per lei, “mai la stessa torta”. Non soltanto perché, essendo artigianali, “non verranno mai identiche”. Ma anche perché “non eseguo mai due torte simili per forma e colore, neppure su richiesta pressante”. Le crazioni sono, insomma, uniche. Nascono dal talento e dall’inclinazione del momento.

TORTERIA – Michela ha deciso, adesso di farne un lavoro. Di farne il suo lavoro. Per carità, la fotografia resta, pur senza locazione fisica. Però, dando fondo ai rispermi, ha deciso di aprire una torteria che sarà inaugurata a breve in Via Guido D’Orso (Foggia, zona stadio Pino Zaccheria, nei pressi dell’ingresso curva Sud), verosimilmente fra il 22 ed il 29 di questo mese. Su chiamerà “Dolci, amore e fantasia”. Una decisione tosta, quella di Michela. Lei ha scelto di sfidare le convenzioni culinarie ed abitudinarie di una comunità intera mettendo in campo l’arte, ramazzando le abitudini e portando in auge ciò che, in altre parti d’Italia, già in auge è. Il suo locale, nelle intenzioni del momento, sarà una continua sorpresa, un fiume che scorrerà lento, regalando novità di tanto in tanto. Un pò museo, un pò ristorante. Qualcosa di non troppo diverso da una sala da tè artistica, dove, invece dei quadri, ci saranno montagne di foto.

CAKE POPS E CUP CAKE – “Si – confessa candida e motivata – è una sfida per me stessa e per la città, quella che lancio”. Un cambio di mentalità. Per dimostrare che, se si vuole, a Foggia si può vivere di fantasia al potere. E la fantasia della sua attività si chiamerè tisane, tè e cioccolata calda. Ma, sopratutto, di volta in volta, biscotti decorati, confetti decorati, cake pops, cup cakes. Nomi ‘forestieri’ con cui la tortaia-fotografa conta di far familiarizzare, quanto prima, l’intera cittadinanza. E, intanto, Michele già annuncia che, “ogni tanto”, regalerà “un tocco d’Oriente, con dolci di tradizione araba”. O, ancora, un tocco d’Occidente, “con dolci ereditati da altre esperienza dolciarie europee”.

CAKE SHOW, BOLOGNA – E che Michela sia brava sul serio lo dimostrano i riconoscimenti che le stanno giungendo da ogni parte d’Italia. Non soltanto i molti abbracci virtuali regalatele dal sempre più essenziale facebook, (il social network l’ha messa in contatto con una miriade di persone interessate alle sue creazioni, immortalandola nello starlet del dolce), ma anche gli inviti a manifestazioni di primissimo rilievo. La Di Bari, infatti, domani e dopodomani (15 e 16 ottobre) sarà protagonista a Bologna al “The Cake Show”, la prima fiera mercato italiana dedicata al mondo della Sugar Art e del Cake Design, evento che andrà in onda su Alice Tv, canale 416 di Sky. Michele è nel cast dello show, inserita fra i ranghi di una squadra che realizzerà, dal vivo, di fronte alle camere satellitari, la grande torta del logo dell’evento, in una piazza a pochi passi dai portici di Bologna. Un privilegio per pochissimi (tre).

p.ferrante@statoquotidiano.it
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