Maurizio Crozza 20 – Ballarò 4 ottobre 2011

Maurizio Crozza 19 – Ballarò 27 settembre 2011

Ecco come avvelenano il tratturo Foggia-Incoronata (Video)

Il cartello 'intimidatorio' del Comune di Foggia (St)

Foggia – ORE 17.35 di venerdì 30 settembre, tratturo Foggia-Incoronata. Un furgone rosso, marca ford, si avvicina rapidamente all’imbocco del tratturo. Fa caldo e la zona è periferica. Campi, cantieri e un affaccio sulla statale. Non c’è nessuno. Soltanto qualche sporadico ciclista bazzica la zona. Nell’arco di un’ora ne transitano un paio. Ed un altro paio di volenterosi sfidano il sole per tonificare i polpacci praticando footing.

L’UOMO CON IL CAPPELLO – Dal furgone scende un uomo. Giovane, apparentemente italiano. Con tutta probabilità è un operaio, impiegato nelle tante aree cantierali che puntellano questa zona. Qui al Cep, nell’ultimo lembo di Foggia che guarda verso la Lucania, estrema periferia Sud, i cuori di amministratori e costruttori battono all’unisono. Uno sguardo grandangolare permettere di cogliere, ad occhio, una quindicina di gru. 15 gru significa, dunque, 15 cantieri. 15 cantieri, tonnellate di materiale di risulta da smaltire. L’uomo ha in testa un cappello con visiera, messo a rovescio. Scende dal furgone, si guarda intorno, rapida osservazione. Fa il giro del mezzo, apre il portellone posteriore e ne preleva buste e secchi. Uno per uno, in maniera certosina, ne svuota il contenuto in terra. Movimenti rapidi ma rilassati, come si sentisse protetto da un anonimato inquietante. Quel che getta non fa rumore. E’ cemento, cacetruzzo di risulta. Ci sono anche dei mattoni, per la verità, tozzetti di foratini.

CARTELLO – Neppure 10 metri distante, un cartello del Comune di Foggia, intima minaccioso, evidentemente non abbastanza: “Divieto di scarico”. Di cosa? Di tutto. Ne abbiamo più volte riso, del cartello, dalle colonne di Stato: “E’ vietato l’abbandono di rifiuti di qualsiasi genere”, si legge. Promette sanzioni per “i trasgressori” e “anonimato” per coloro i quali, con una chiamata agli Uffici della Polizia Municipale, segnalassero ai Vigili “informazioni utili alla identificazione”. Eppure, basta inoltrarsi appena nel tratturo, fra l’erba arsa dagli incendi di questa estate, per ritrovare ogni tipologia di rifiuto. Addirittura, protetto da una vera e propria trincea di spazzatura, che limita la demarcazione fra la zona ciclo-pedonale ed i campi di grano limitrofi, c’è un traliccio della luce, verosimilmente alto 6-7 metri, divelto e scaricato come un bustina qualsiasi. Per non parlare delle guaine dei fili di rama asportati dalle campagne del Tavoliere. Sono tutti in zona, a un tiro di schioppo dal cantiere della ridondante “Cittadella dello sport” che, nell’arco di qualche anno, cementerà quel che resta del pantano originariamente facente parte della domus solaciorum di Carminiano dell’imperatore svevo Federico II.

LEGGE – La legge è, in teoria, molto rigida con quanti violano le disposizioni in materia di smaltimento di rifiuti da cantiere. L’indirizzo generale, fissato nel lontano 1997 da un provvedimento firmato Ronchi (D.L. 5/02/97 abrogato dall’art. 264, c. 1, lett. i del d.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006 che ne ricalca le linee), stabilisce la preponderanza del recupero del materiale di scarto. Ovvero, il loro trattamento e la reimmissione sul mercato. In realtà, da quell’anno sono stati molti i perfezionamenti e gli adattamenti. Tutti volti a dare certezza al cittadino. In realtà, facilmente eludibili in assenza di controllo. I dintorni di Foggia, con la loro ampiezza, si prestano naturalmente allo smaltimento illegale. Amche se le ditte costruttrici, dal Natale dell’anno scorso, sono tenute a possedere un rigoroso registro del carico e scarico, sui cui annotare entro dieci giorni le caratteristiche quantitative e qualitative dei rifiuti e che dovrebbero consentire di indivisuare, in maniera incontrovertibile, la tracciabilità del materiale, dal suo approdo nel recinto, sino allo smaltimento. Questo registro, che deve contenere “le informazioni qualitative e quantitative” dle prodotto divenuto “rifiuto”, è a disposizione degli organi di controllo e annota anche la destinazione di smaltimento dello stesso. Minore, chiaramente, è la quantità di rifiuto smaltito in discarica attraverso le vie “ufficiali”, maggiore il risparmio. E l’unico modo per risparmiare, è smaltire illegalmente, dribblando i controlli e conferendo al destinatario finale soltanto una parte del rifiuto generale. Violare le norme di tracciabilità significa incorrere in sanzioni pecuniare che vanno dai 2600 ai 15.500 auro. Violarle ripetutamente, significa moltiplicare queste cifre per decine di volte.

IL VIDEO – Noi di Stato, siamo venuti in possesso di un video in cui si vede l’uomo gettare il contenuto di un secchio in corrispondenza dell’inizio del tratturo. Avendo ricevuto coordinate temporali e logistiche, proviamo a capire fino a che punto la Polizia Municipale sia disposta ad accettare le “informazioni utili”. Telefoniamo al numero indicato sul cartello. Sono passete al massimo un paio d’ore dalla segnalazione. Un operatore svogliato annuisce mentre raccontiamo la storia. Gli parliamo del cartello, della garanzia d’anonimato (ma forniamo un nome, comunque) che hanno promesso al cittadino. Lui elude la nostra affermazione e ci dice, chiaramente, che senza firma dell’esposto loro non possono far nulla. Ripetiamo ancora di avere le informazioni, gli diamo il numero di targa che non sappiamo se annota. Basterebbe un controllo per risalire al mezzo. Proviamo anche a fare un giro dei cantieri della zona, ma del ‘furgone rosso’ nessuna traccia. E pensare che c’è chi lo chiama ‘sviluppo’.


VIDEO



da Stato Quotidiano, 3 ottobre 2011

Foggia manda il Como in coma ma niente eutanasia. Finisce 0-0

Ginestra 6.5 – Un lettino, un drink, un dolcetto. I compagni di squadra sono stati costretti ad andarlo a pescare sulle sponde del Lago di Como che volge a mezzanotte. Una partita di tutto relax, per il portierone rossonero. Entra in gioco soltanto sulle palle alte. E sono tutte le sue. Spietato
IL MIGLIORE – Cardin 7 – Ricetta: Prendete Javier Zanetti (ciuffo compreso), ossigenategli di biondo i capelli dopo averglieli leggermente scombinati; mettetegli indosso una maglia bianca con banda obliqua rosso-nera (facendo ben attenzione acché non sia quella in provenienza da Milano) e avrete un trattorino: Cardin. Un mostro, ancora una volta. Chiude gli spazi, sfanga migliaia di metri sulla fascia destra. Il primo tempo di Como è di quelli da beatificazione immediata. Un campioncino. Cala nella ripresa. Ma va detto che i lariani, dalle sue parti, neppure ci arrivano…
Tomi 7 – Il cuore del capitano. Difende e attacca. Non si arrende mai. Recupera decine di palloni a centrocampo, giocherella con gli svogliati comaschi. Saranno i tatuaggi, ma quasta specie di motociclista fa paura solo a guardarlo. Capitano coraggioso
Wagner 6.5 – Come al solito, gli tocca il lavoro sporco. Dà mazzate che, per gli avversari, saranno lividi per qualche settimana buona. Con Meduri ha trovto l’affiatamento, un muro invalicabile che nemmeno a Berlino. Certo che, adesso, Perpetuini ne avrà da sudare per scalzare ‘sto ragazzetto.
Lanzoni 7 – Fe-no-me-na-le. Con quell’aria retrò, un pò Rosario Fiorello, un pò personaggio di Andrea Vitali, baffetto alla socialista massimalista poi sciarpa littoria della prima ora, il buon Lanzoni ci dà di manganello peggio del VII Reparto a Genova. Vale come un gol la diagonale difensiva messa in scena all’ultimo secondo utile dell’incontro, quando il 90′ era già scoccato.
Gigliotti 6.5 – Uno più uno fa sempre due. Uno, Lanzoni, due Gigliottìconl’accentosullai. Sfiora il gol in due occasioni, confondendosi con quell’altro che pure ha l’accento a fine cognome. Ne avesse dentro almeno una, oggi, si potrebbe dire che il Foggia ha un nuovo bomber.
Cortesi 6 – Oggetto del mistero. Alterna giocate da Maradona ad altre alla Pilleddu. In due distinte occasioni regala stop da capogiro e applausi sulla sedia. E, in entrambi i casi, sciupa tutto con cross digraziati. Deve aggiustare il piede. E sperare che Molina non corra più veloce. O almeno, non tanto da levargli il posto. (53′ Molina 5.5 – Fuori fase)
Meduri 6.5 – Come Wagner, ma a nomi invertiti. E con molte aperture in più.
Giovio 6 – Tanto sacrificio e disponibilità. Incomincia al centro dell’attacoo, finisce a sinistra sulla trequarti, poi ancora al centro. Fa tanto movimento e si spompa. Si vede che non ce la fa a reggere i ritmi di gara di Bonacina. Esce dopo 45′ (46′ Tiboni 6 – Meriterebbe qualcosa di più, per l’impegno e per la mole di gioco creata. Per tre volte, sfiora il vantaggio, per tre volte, però, ha anche il demerito di non fare l’attaccante. Mezzo voto in meno per l’occasione facile facile gettata in mano all’incerto Giambruno.)
Venitucci 5.5 – Si, è pur sempre Venitucci e quando si accende lo si nota. Ma se si intestardisce e perde palla a centrocampo rischia di fare più danni che altro. Un discreto primo tempo, una ripresa mogia mogia. Il mister lo toglie a 20′ dalla fine (70′ Agodirin 5.5 – Da lui ci si attende la svolta, ed invece fa tanta confusione. Forse, sarebbe stato più appropriato mettere dentro Defrel)
Lanteri 6.5 – Sbaglia un paio di gol facili facili, è vero, ma senza di lui questo Foggia sarebbe un’auto che procede a fari spenti. All’inizio del secondo tempo la mette anche dentro, ma l’arbitro gli strozza il fiato dell’esultanza in gola. Gioca tantissimo per la squadra e finisce stremato.
Bonacina 7 – Il suo Foggia ha una personalità vincente. Segna poco, ma subisce altrettanto poco. La possibile capolista soccombe per tutti i 90 e rotti minuti, ingabbiata nelle trame rossonere. La macchina è un diesel, diamogli il tempo di rodare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: