Foggia, ti amianto

29 giugno 2011: Amianto integro (la foto ci è stata fornita da Tony Dembech, scattata da Raffaello La Contana)

Foggia – NELL’ESTATE rovente dei rifiuti non poteva mancare l’amianto. Ripulita in superficie la città, sgombrate le vie del centro grazie all’intervento dei nuovi mezzi (finanziati dalla Regione Puglia), ma ancora distante il piano di differenziata che il sindaco Gianni Mongelli stima possibile nell’arco di un biennio (tanto per avere florido materiale per un’eventuale rielezione, che non si sa mai), il problema è spostato sulle periferie. In particolare, destano preoccupazione le condizioni delle aree più nascoste alla vista.

CRONACHE DAL TRATTURELLO – Come, ad esempio, le strade che conducono fuori città (o, viceversa, accolgono nel capoluogo dauno). Ricettacolo di animali, deposito di materiale inerte di natura elettrica, ferrosa e legnosa, sono le nuove frontiere della spazzatura alla foggiana. La peggiore delle situazioni, ovvero la più preoccupante, è quella che si ritrova su un lembo del tratturo Foggia – Incoronata. Varie vicissitudini occorse sin dalla sua inaugurazione hanno riportato questa parte di Foggia all’onor delle cronache con una impressionate ciclicità. Prima i furti degli alberi, poi un primo incendio e la spazzatura che si accumula, infine un nuovo incendio e la rincorsa di

29 giugno, guaine abbandonate (foto fornita da Tony Dembech e scattata da Raffaello La Contana)

Cicloamici ed Amici della Domenica per portare acqua alle piante assetate. Passata la tranche più consistente delle ferie, la situazione resta più che mai preoccupante. Uno scatto risalente allo scorso 29 giunto e pubblicato on line da un cittadino del capoluogo mostra di un deposito abusivo di spazzatura. Fra vetri e guaine in plastica dei cavi di rame sottratti chissà dove (ora le fiamme li hanno divorati, ma ve n’erano a centinaia, forse migliaia), regnano sovrane lamine enormi di amianto. L’imbarazzo non lambisce neppure i palazzi del potere. A distanza di quasi due mesi, e malgrado le continue segnalazioni inoltrate agli Uffici ed all’Ufficio relazioni con il Pubblico da alcuni soggetti associativi della città, quei pannelli continuano a fare bella mostra di sé.

DEMBECH: “L’AMIANTO SI SGRETOLA!” – Lo segnala, a Stato, Tony Dembech, presidente dei Cicloamici. “La situazione peggiora”, denuncia. Capire il perché non è difficile. Il passaggio di bici e pedoni, consentito, e quello di moto e scooter, non consentito, ha infatti inciso in negativo sul materiale inerte. Immerso nell’odore di bruciato che impera nell’estate rustica della periferia foggiana, l’amianto ha patito questo viavai di gente al punto che, oggi, i lastroni sono completamente sbriciolati. “Il pericolo – accusa Dembech – è che, divenuto leggero, l’amianto vaghi con il vento, posandosi sui campi coltivati a grano ed ortaggi dei dintorni”. Rischio, questo denunciato da Dembech, tutt’altro che peregrino. Nell’arco di pochi chilometri, in effetti, hanno sede località considerate di pregio per la produzione cerealicola.

L'amianto spappolato (St)

DISASTRO – Un sopralluogo sul posto, poi, aiuta a capire come l’emergenza sia ben più grande. In pochi passi sono concentrati sportelli di frigoriferi e congelatori, guaine in plastica, tubi arrugginiti, cartoni, vetro in quantità, tronchi di alberi estirpati da non si sa quale zona del Tavoliere e decine di copertoni. L’odore di cenere è netto, il fetore di escrementi e piscio è marcato e nauseabondo, specie in prossimità di un muro in cemento limitrofo al tracciato ciclabile e pedonale. L’ultima volta che Dembech c’è stato, lo scorso 11 agosto, sacchi di spazzatura erano stati dati alle fiamme, per un’attività di incenerimento autoprodotto che scavalca anche le leggi della Marcegaglia e getta nell’aria quantità di diossina non certificata.

VIGILI NON INTERVENGONO – Inutile, a quanto pare, invocare l’intervento delle forze di sicurezza urbana. La Polizia Municipale, avvertita proprio dal presidente dei Cicloamici, si è tirata fuori dai giochi già diverso tempo addietro, ammettendo la propria incompetenza in merito, dichiarandosi non disponibile a transennare la zona e non autorizzata alla rimozione dei lastroni (che, chiaramente, meritano di essere maneggiati con cura e smaltiti una volta per tutte). Picche anche dal Comune, che aveva promesso un “intervento” ma poi effettivamente statoci.

Le guaine in fumo (ph: Tony Dembech)

SOLAZZO: “PERICOLO ORMAI NORMA” – E mentre l’amianto si sfracella e la città si ripopola, torna la domanda su che fine abbiano fatto i propositi di differenziata. I cassonetti, vecchi ed ammaccati, non sono finalizzati all’impiego (oltre a non essere neppure un belvedere, ridotti a sgargherati carrelli e bruciacchiati parallelepipedi anneriti). “Il timore – si spaventa Michele Solazzo, portavoce del Comitato contro gli inceneritori di Foggia – è che l’eccezione finisca per imporsi in quanto prassi e che le zone più recondite si tramutino in discariche non autorizzate ma comunque consentite”.

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