Campo degli Ulivi invaso dalle blatte

Campo degli Ulivi (ph: radicaliliberi.wordpress.com)

Foggia – TRE container sono andati via solo pochi giorni fa, presidiati dai residenti. Non ne arriveranno altri. E non arriveranno, soprattutto, altre persone. Per Campo degli Ulivi, dieci anni dopo, sembra giunto il momento della svolta. Pare. Pare che lì, dietro l’angolo, s’intraveda la possibilità di un cambio di vita. A breve ma neanche troppo. In un paio d’anni, ci rivela una fonte confidenziale molto vicina al Comune di Foggia, tutte le famiglie saranno trasferite altrove. Precisamente divise fra diversi alloggi individuati dal Comune di Foggia fra una zona immediatamente contigua (laddove, per conto della “Silvia” si sta allestendo anche la cittadella dello sport) ed una alle spalle del centro commerciale “Mongolfiera”.

NESSUNA MANUTENZIONE. Pare. Ma, intanto, la vita nel Campo è tutt’altro che semplice. Quando piove e fa freddo, si dilata il problema dell’umidità. E, con il caldo alle soglie, il problema è quello dell’afa. Un’aria irrespirabile di polvere e detriti che i condizionatori messi a disposizione da Palazzo di Città, attenuano appena. Anche e soprattutto perché i residenti lamentano un totale disinteresse da parte delle amministrazioni. In verità, si tratta di una storia vecchia ed arcinota. Quel che è grave e che sfugge, e che oggi molti lamentano con noi di Stato, è la mancanza di manutenzione. Una manutenzione promessa e mai effettuata, quella sui condizionatori. “I filtri – ci rivela Carmela, una delle prime a giungere a Campo degli Ulivi, che risiede nel primo dei container che si incontrano – li puliamo da soli. Dobbiamo arrangiarci”. Ma arrangiare una vita che rimane all’oscuro dalla comunità non è facile.

UMIDITA’, FEBBRI REUMATICHE, ASMA. L’altissimo tasso di umidità (ci sono intercapedini del soffitto che, specie in inverno, lasciano che l’acqua entri senza neppure bussare) determina una gran quantità di febbri reumatiche e malattie respiratorie. Molti bambini, e non solo, sono affetti da asma. E le stesse febbri reumatiche causano problemi al cuore, in primis insufficienze mitraliche. Occorrerebbe fare attività fisica, praticare uno sport. Ma i soldi sono quelli che sono e nessuno, crisi alla mano, è disposto a fare sconti. Foss’anche per motivi “umanitari”. In mano, una documentazione corposa fatta di referti medici e certificati, di ricette pediatriche. Nel cuore, invece, lo sconforto. E la certezza desolante che le cose, dovesse continuare così la vita quotidiana, non potranno che peggiorare. “Purtroppo – ci dice una giovane mamma – le pediatre ci prescrivono sempre le stesse identiche medicine le quali, ad un certo punto, non fanno nemmeno più effetto sui nostri piccoli”.

Le blatte (Ph. R.P.)

LE BLATTE. Tanto più perché, a primavera ormai andante, si depositano, su questo lembo estremo di periferia, altri pesi. Gravosi colpi di maglio che appiattiscono e comprimo e pressano una vita ad un ammasso di problematiche teoricamente scavalcabili. Come, ad esempio, l’invasione degli insetti. E’ come se un Dio silenzioso, burocratico ed insensibile avesse voltato la testa da una parte diversa da questa, rivolgendo lo sguardo chissà quanto distante, verso lidi migliori e meno turbanti. Permettendo, in tal modo, che le blatte invadano i container.

SPRECO DI CIBO. Le uova si sono schiuse. E, a decine, convivono con le famiglie dei baraccati. Racconta la giovane mamma di cui sopra che “già l’anno scorso mi hanno invaso la cucina, le ho trovate fra la pasta, nel pane. Ho dovuto gettare tutto”. E con quello che costano le derrate, non deve essere stata una decisione presa a cuor leggero. Ma sarebbe sciocco correre rischi inutili. Tanto più perché le blattodee, o faluche, sono considerate fra i principali responsabili della trasmissione delle più importanti malattie al mondo. Come piccoli aerei dell’insanità, nei loro voli trasportano virus, batteri, cestodi, protozoi, nematodi e depositano nel cargo enorme del corpo umano epatiti, dissenteria, salmonellosi, poliomelite, malattia del legionario, asma.

I “PRIGIONIERI”. Non c’è da scherzare. E la situazione è tutt’altro che sotto controllo. Appena giungiamo a campo degli Ulivi, Carmela ci mostra due barattolini, di quelli degli omogenizzati. In uno, tre blatte, nell’altro una quarta più grande. Le ha catturate tre giorni fa. E, pure in condizioni di totale mancanza di ossigeno, sopravvivono come nulla fosse. Carmela ci scherza, ci ha fatto l’abitudine. Riunite attorno un gruppo di altre donne, ci dice giocando che “stasera le infilo nel panino e le mangio, magari sono anche saporite”. O così, oppure c’è sinceramente da essere infuriati contro chi, in effetti, ha dimenticato che in questo ammasso di pietre e sabbia ci sono delle persone, vive un’umanità ai limiti del consentito, relegata ai margini del tempo e dello spazio, in bilico fra salute e malattia 365 giorni su 365. Ogni anno. Ed anno dopo anno, moltiplicati per undici.

Referto del P.Soccorso (ph:R.P.)

IL CASO DI ERSILIA. Casi allucinanti, quelli di Campo degli Ulivi. Già, perché, ad esempio, nella notte fra sabato e domenica scorsi (2-3 aprile), una signora, Ersilia, è dovuta ricorrere alle cure emergenziali del Riuniti di Foggia. Nottetempo, coricata in quella proiezione di normalità che è la sua baracca, così identica alle altre, una blatta le è prima atterrata su una guancia, poi le ha penetrato l’orecchio. Dolore, rumore forte, un cammino con quelle zampette fin quasi al timpano, il rischio che potesse penetrare nel cervello causando danni ben peggiori ed irreversibili. Infine, la corsa al nosocomio del Capoluogo dove i medici hanno prima tentato di estrarre il corpo dell’insetto con una pinzetta (fra le urla della signora). Poi, le hanno letteralmente allagato l’orecchio, in estrema ratio prima di intervenire con un taglio fra orecchio e mandibola. Operazione che, per fortuna, non è stata necessaria. Tre giorni di prognosi e la sensazione che, da quella notte, le cose non saranno più eguali. Tanto più perché i bambini sono tanti ed è per loro che le mamme e le nonne sono in apprensione. Salmonellosi e dissenteria, colpissero un infante, ne potrebbero mettere in pericolo anche la vita. “Siamo spaventate” ci dicono. E glielo leggi negli occhi, in quell’anelito di normalità che scuote, stordisce, commuove.

LINK: http://www.statoquotidiano.it/06/04/2011/campo-degli-ulivi-invaso-dalle-blatte-i-residenti-li-mangiamo-con-il-pane/45753/

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