Le immagini di Nichi Vendola (rec. “Le parole del futuro”)

È facile intuire come e perché Niki Vendola, il giovane omosessuale comunista, dissacratore della politica cristallizzata, prorompente rivoluzione dell’oratoria pragmatica migliorista, abbia ingollato, metabolizzato ed esteriorizzato la categoria del sogno, riproducendola sottoforma di una politica refrigerata dal soffio della fantasia. Quando vieni da Terlizzi, vivi vedendo accanto a te morire giovani compagni, uccisi dai fascisti, e ti ritrovi catapultato, valigia, aneliti ed affini nelle stanze imponenti ed attraenti di Botteghe Oscure, non si può fare a meno di somatizzare l’amore sottoforma di passione montante.
Un anno prima di quel giorno da leone che lo catapultò nella scala mobile e che lo ha portato ad essere, ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi, uno dei politici più amati, lo racconta lui stesso, con religioso silenzio aveva omaggiato la salma di Enrico Berlinguer. Anche lui, ragazzo, in fila. Anche lui, ragazzo fra ragazzi e ragazzo fra vecchi compagni di vita e di Storia, varcò la soglia della camera ardente con il lutto nel cuore.

Come il leader sardo, Vendola ha l’innata capacità di frantumare i limites comunicativi. Come il leader sardo, Nikita il rosso ha saputo introdurre nei palazzi del potere il vento popolare, le voci dei pensionati, le esperienza degli ultimi, i racconti dei pescatori, le storie dei bambini. Ha dato alla politica un volto umano, parvenze di carne e non già odore di soldi maneggiati dalle minoranze di petrolieri, faccendieri ed imprenditori.

Il Vendola vero ce lo racconta Gianluca Arcopinto ne “Le parole del futuro. La ballata di Nichi Vendola”. Edito da Limina, il cofanetto, contenente un libello ed un dvd, sfrutta tutto il campo delle emozioni del Governatore pugliese. Come in una biografia dalle forti tinte teatrali, a tratti commedia, ma soprattutto dramma, la vita di Nichi si dipana grande quanto il Tavoliere ed il mare del barese, delicata ed insieme emozionante come le distese d’ulivo murgiane e le fortezze normanne, poi sveve, poi angioine.

Tre capitoli il libro, “Le parole del futuro”, con fuoco incentrato su quel primo, letterale atto d’amore di Nichi nei confronti del suo eccelso maestro di vita, don Tonino Bello. Vescovo di Molfetta, vero innovatore sociale, sovvertitore dei canoni sociali consolidati, è lui a stanare dal corpo di Vendola, l’anima di Nichi. Con un martello chiamato Sarajevo. Ed il rivoluzionario gentile lo ringrazia a modo suo, dedicandogli l’impegno, standogli vicino sino alla fine ed eternificandolo con le parole. Braccia conserte, lupetto nero sotto giacca grigia, semplicemente lo immortala definendolo “il più formidabile profeta del pensiero meridiano, di un sud del mondo che annuncia l’importanza di tuffarsi nel mare”. Nella voce, la frattura della commozione, l’alterazione del sentimento.

Tre parti anche per il grande film “La ballata di Nichi Vendola”, ed in mezzo sempre lui, Nichi. In correlazione con i suoi eroi (Don Tonino, ma anche Berlinguer e Pasolini) e faccia a faccia con la sua storia personale. Svetta l’amore per il Pci, partito in cui fu sempre considerato un ribelle ma alla cui frantumazione si oppose strenuamente, per far sì che quel baluardo, che era un simbolo popolare prima ancora che una zona di confluenza militante, non cedesse sotto i colpi delle esigenze mercantili. E nel primo capitolo del film, Vendola dedica al Partito Comunista parole forti, emozionate, sentite.

Eppure è in quello successivo che si ritrova la ragione dell’intero lavoro di Arcopinto. Nell’incontro fra Nikita (“come mi chiamavano le mie zie, tutte morte”, anche loro simbolo del Pci) e Corso Salani innanzitutto, ma anche nell’incontro con Via Capruzzi, con il mondo delle primarie e la nascita del suo popolo. Che è realmente “suo” personale. Suoi operai dediti alla sua causa. È nel 2005, nella corsa al cambiamento dall’interno, nell’accettazione della sfida di Raffaele Fitto (e del Pd di Francesco Boccia), che risiede la ragion d’essere di questo dvd e dell’intero lavoro.

Descrivere Vendola, vivisezionare Vendola, tassellare Vendola, studiare Vendola vale realmente la pena. Le sue parole, quelle “del futuro”, già sarebbero abbastanza. Aggiungerci le immagini, la scorsa di operai di Melfi e dei funerali di Berlinguer, è il grande merito di Gianluca Arcopinto. L’aggiunta di un sogno alla narrazione.

Gianluca Arcopinto, “Le parole del futuro. La ballata di Nichi Vendola” (libro+dvd), Limina 2010
Giudizio: 3.5 / 5

 

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