Diffidate di chi non ama i gatti (Recensione de “Lo zen del gatto” – Ludovica Scarpa, Ponte alle Grazie 2010)

.::: Colei che la mia vita ama più di sè stessa:::.

Il libro

Zorro è un gatto berlinese, tigrato, sornione e furbo, ammaliante come solo una piccola tigre casalinga può essere. Si divide tra la strada e il condominio dalle porte rosse, arancioni e gialle che lo ha eletto ospite d’onore.

Dicono che abbia un padrone, porta una medaglietta con su scritto nome e indirizzo, ma non illudetevi, Zorro appartiene solo a se stesso e illude tutti col suo fare ora diffidente ora affettuoso.

Zorro non conosce lamentele nè disperazione, non si preoccupa se trova un uscio chiuso, perché sa che davanti alle sue fusa e al suo guardare fiero altre mille porte si apriranno.

Zorro non ha legami, resta silenzioso nel suo angolo, ma pur sempre in agguato; Zorro non si preoccupa, agisce.

Zorro non pretende, non domanda, non scodinzola; è un felino, è altezzoso, ha bisogno solo di uno sguardo con i suoi occhi a biglia.

Zorro ama le piccole cose, una mosca può diventare il suo diletto, orecchio teso, movimenti pronti, pazienza infinita.

La sua ciotola non è mai troppo piena o troppo vuota, Zorro attende, sa che sarà soddisfatto, perché lui è il Gatto e sa di esserlo.

Zorro, il nostro maestro zen peloso e striato, lui che non vuol farsi accettare per forza, lui che tiene il mondo sotto i cuscinetti, ci insegna che la cosa più importante è esserci e basta, che non bisognerebbe viver meglio ma semplicemente viver bene.

D’altronde, basta una “scrollata di coda”.

LUDOVICA SCARPA, “LO ZEN DEL GATTO”, PONTE ALLE GRAZIE 2010

Giudizio: 3 / 5 – Piacevole

Wikileaks ci fa un baffo…

ABBIAMO L’ANTEPRIMA DEL PRIMO INCONTRO FRA MARA CARFAGNA ED ALESSANDRA MUSSOLINI

(quella che dice “Non mi abbasso al tuo livello” è, ovvio, la “fine” Carfagna)

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