La memoria in cammino

RENATO GUTTUSO, Portella della Ginestra

QUINDICI città capoluogo più due paesi simbolo come Portella della GinestraGattatico. Due modelli di Resistenza, due forme di opposizione diversa al potere che rende servi. Due storie fatte di uomini e donne, lontane geograficamente ma parallele idealmente. Braccianti di qui, nella Sicilia del profondo Sud, sette fratelli antifascisti lì, massacrati dalla brutalità di un nazifascismo ferito dall’onta della sconfitta.

Da ieri ad oggi, dalle antiche resistenze alle nuove, per non dimenticare che il volgere della storia ha portato con sé non solo glorie, ma tanto dolore, sangue e polvere prima ancora dello splendore dei troni. Nasce così, e seguendo questo registro si dipanerà per cinque mesi, la Carovana delle Memorie. Artefici principali, attori protagonisti, i giovani, ma anche uomini e donne indomabili di fronte allo sfacelo valoriale. D’altronde, impossibile a credere che la società abbia avuto la sua genesi nei reality, che la discussione abbia preso le mosse dai talk show, che i talenti e le conoscenze siano racchiusi unicamente negli schermi e spacciati impietosamente via tubo catodico.
Alle spalle del progetto, un sodalizio inedito composto dalla rete di associazioni Libera, l’Istituto Cervi, l’Unione degli Studenti e il Coordinamento Universitario Link.

Si parte il 25 novembre, si diceva, da Portella della Ginestra. Ovvero dove si consumò il primo eccidio dell’Italia liberata. Portella della Ginestra è, in effetti, l’esempio calzante dello spirito della manifestazione. È la perfetta sincronia delle anime organizzatrici, il sunto valoriale dell’opposizione alle mafie (incarnata da Libera) ed alle vecchie dittature (rappresentato in primis dall’Istituto Cervi). Fu qui, in terra di Sicilia, che braccianti e sindacalisti furono uccisi, il primo maggio del 1947, dalla concussione lurida e vigliacca fra stato di polizia scelbiano (Scelba era divenuto ministro degli interni appena tre mesi prima, il 2 febbraio) e controllo tentacolare mafioso.
Arrivo, nel giorno della Liberazione, il 25 aprile, data dal forte significato simbolico – e non solo – a Gattatico, cuore dell’Emilia reggiana. Il ricordo è tutto per i sette fratelli Cervi. In mezzo, un itinerario che toccherà Torino, Milano, Napoli, Roma, Bari, Lecce, Campobasso, Avellino, Genova, Trieste, Cosenza, Salerno, Padova e Reggio Calabria. L’idea principale è quella di animare delle assemblee studentesche e portare questo tema nelle scuole e nelle università come antidoto all’oblio. Il tutto, permettendo, per mezzo di una collaborazione diffusa e capillare, la confluenza sui luoghi stabiliti, del maggior numero di persone, provenienti anche da province diverse.
Restano a parte, invece, Foggia e la Capitanata, pure nel sessantesimo anniversario, caduto esattamente nel marzo di quest’anno, dell’insurrezione di San Severo che lasciò sull’asfalto il comunista Michele Di Nunzio, 33 anni.

 

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