Chi offre di più per l’ora di geografia?

Giovanni comporrà il suo tema su banchi sponsorizzati da marchi di pasta secca. Michele farà di conto comodamente seduto sulla sedia gentilmente offerta da un produttore di olio extravergine. Chissà poi se, le tribolazioni di Francesca per un compito difficoltoso, saranno lenite dalla stessa medicina il cui nome punteggerà l’arredo della sua scuola. E, infine, quando Teresa alzerà lo sguardo alla lavagna, le ammiccheranno non fustoni imbellettati, ma fustini. Sì, di detersivo in polvere.

Ammettiamolo. La trovata della sesta provincia apre scenari immaginifici inattesi. Con il bando dal poco fantasioso nome “Dedicare i banchi”, è adesso possibile, fino al 30 novembre, per le aziende private, sovvenzionare l’acquisto dell’arredo scolastico all’interno delle scuole secondarie. In cambio, proprio come avveniva nelle parrochiette dell’Italia dal rustico odore degasperiano, fanfaniano ed andreottiano, una placchetta con il nome della ditta e finanche un rassicurante messaggio (consigli per gli acquisti?) sarà apposta ad imperitura memoria. Tutto l’ambaradan della fornitura, kit sedia più banco, costerà qualche spicciolo in meno di 70 euro. Iva esclusa, of course. Per la precisione, 69,80 euro. Ovvero “€ 49.90 per il banco ed € 19,90 per la sedia” (alle ditte sarà poi concesso uno spazietto pubblicitario nella bacheca della scuola ricevente la donazione ed un secondo sul sito internet della stessa). Roba da nulla, insomma, se si pensa che il contrappeso è la svendita dell’indipendenza conoscitiva. Certo, in tempi di guerra, come recita un adagio poi meno gentilmente e meno drammaticamente trasposto, ogni buco è trincea. E dietro i sacchi ed il filo spinato si sono già entusiasticamente accovacciati in tanti.

Vuoi vedere che, alla fine, aveva ragione lui?

E non semplici soldati, ma fior di ufficiali. Il presidente della Bat provincia (roba da super eroi, mica fuffa), Francesco Ventola, ha sottolineato che, l’iniziativa, è nel perfetto barlettan style dell’amministrazione. Il suo assessore all’Istruzione, Pompeo Camero, capopopolo di questa nuova battaglia, ha giustificato l’offensiva con la scusa della mancanza di proiettili. Insomma, che possono farci loro se la scarsella è vuota? Così, per garantirsi gli arredi, non soltanto per le aule, ma anche per le segreterie amministrative, ben vengano le sovvenzioni anfitrioniche degli imprenditori locali. E poco importa se, pubblicamente, l’assessore non parla di privatizzazione della scuola o di imprenditoria a sostegno della stessa, ma si limiti a far melina alludendo all’ausilio della “società”. Manco a dirlo, l’inattesa mano “battista” (o comunque si dica in italiano) ha suscitato immediatamente il plauso della Mariastella Gelmini. La Ministra più criticata ed impreparata della storia repubblicana non ha tardato a prendere le difese dell’amministrazione presagendo, nella trovata, uno spirito di futuro. Zingara.

Per intanto, favorevoli o contrari che siano i responsi della collettività, la macchina è in moto ed arriverà alla meta prevista già all’inizio dell’anno prossimo. In fondo, anche la cattiva pubblicità resta pubblicità nell’arena mediatica dell’oggi. Una cassa di risonanza per egocentrici atteggiamenti e lucrosi guadagni. In attesa degli sponsor da marcare sui grembiulini, sulle scarpine e sulle menti.

EDITORIALE PUBBLICATO SU http://www.statoquotidiano.it/06/10/2010/come-ti-vendo-la-scuola/35434/

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  1. VI STIMIAMO!


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