Il silenzio di Papa Ratti sulla guerra di Etiopia. Il saggio di Lucia Ceci

Il Vaticano, Pio XI, il fascismo, la guerra di Etiopia (1935 – 1936). Lo scenario nazionale e quello internazionale, l’acuirsi dei contrasti e la sconfitta delle diplomazie. “Il papa non deve parlare. Chiesa, fascismo e guerra d’Etiopia”, saggio di Lucia Ceci, edito da Laterza, tratta, in modo lucido ed imparziale di una questione ancora aperta. Spesso polemica, quanto mai irrisolta e frammentariamente dolorosa. Con il solo ausilio dei documenti, la Ceci conferma quel che la storia ha abbondantemente rilevato da anni: il Vaticano, se non proprio complice, si oppose in maniera eccessivamente timida nei confronti del regime fascista e delle manovre belliche perpetuate ai danni di quelle che, unanimemente, stampa reverente e propaganda martellante presentavano come razze inferiori.  La guerra d’Etiopia venne disegnata come una crociata. Il Duce si servì dei martiri ecclesiastici, esaltò fino all’idolatria missionari d’Abissinia, lisciò gli ingranaggi delle Curie italiche, per conquistare alla causa diocesi ed associazionismo cattolico, mondo intellettuale e periodici curiali. Nel mezzo, fra l’intransigenza delle sinistre e di una parte del mondo cattolico, e la maggior parte di Vescovi e sacerdoti, prostrati sull’inginocchiatoio della Patria a orare Nostro Signore delle armi e della civilizzazione, uno spaesato Pio XI, sospeso fra opportunismo e convenienza: da un lato convinto assertore dell’ingiustizia bellica (la guerra, disse, avrebbe posto l’Italia intera in “stato di peccato mortale”), dall’altro, inetto alla ribellione, incapace alla presa delle distanze.

Il mutismo di Papa Ratti è il filo rosso del saggio della Ceci. Anche di fronte alle braccia vigorosamente tese della sua milizia sacerdotale, sacralizzati adesso alla causa del Duce; anche di fronte alle perplessità dei suoi più stretti collaboratori; anche di fronte alle stragi abissine; anche di fronte alla palese violazione dei trattati internazionali, il bianco successore di Pietro non levò la sua voce pubblicamente, limitandosi, di tanto in tanto, a qualche riferimento dall’acre sapore di boutade. Colpa tanto maggiore, perché a soccombere sotto il furore dell’aviazione italiana era il millenario regno cristiano di Etiopia, prima terra secolare, poi barbaro appezzamento da soggiogare alle voglie predatorie italiche. Grazie a Lucia, la storia ufficiale può aggiungere un decisivo tassello al suo mosaico. Un mosaico scuro di timori e di paure, di reticenza e di oblii.

Lucia Ceci, Il Papa non deve parlare. Chiesa, fascismo e guerra d’Etiopia, Laterza

Giudizio: 4/5

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Published in: on 8 settembre 2010 at 22.29  Lascia un commento  
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