Il feticcio Morgan nell’Italia bigotta

“Il direttore di RaiUno, Mauro Mazza, d’intesa con il direttore generale, Mauro Masi, dopo aver consultato il direttore artistico del festival Gianmarco Mazzi, ha deciso l’esclusione del cantante dalla 60^ edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo”. Il cantante in questione, Morgan. L’ex leader dei Bluvertigo ha pagato profumatamente l’aver ammesso, in un’intervista rilasciata a Max, di fare uso di crack contro la depressione. E l’Italia perbenista e bigotta, sbotta. Mette in vetrina tutta la sua indignazione. Già. S’è incazzata il ministro alla Gioventù, l’arcigna Giorgia Meloni. S’è incazzato quell’omaccione di Carlo Giovanardi. Ha perso le staffe financo un insospettabile come Gasparri. Tutta la frattaglia politico – istituzionale, quella dei festini coca e puttane, quella dei Presidenti del Consiglio che si scopano amanti bambine regalando ciondoli, quella della polverina di Pollon a domicilio nelle sedi dei ministeri, quella degli stipendi e delle agevolazioni, quella del clientelismo incancrenito, del nepotismo stomachevole, ha dunque ritrovato la dignità. E l’ha fatto, tutto sommato, di fronte ad un poveraccio. È la tronfia manifestazione ormai ricorrente e consueta di un potere sempre meno incapace di toccare con mano i reali bisogni, di scrutare i perché, indagare la vera condizione del popolo che dovrebbe garantire. Ed il codazzo consensuale del popolo c’è stato. La gente è indignata. Già. Pronti ad accettare il legittimo impedimento (legittimo un cazzo!), impassibili di fronte all’evidenza spietata di un’Italia in caduta libera dal punto di vista occupazionale, orgogliosi di respirare l’aria di uno stato in cui le divisioni sono sempre più marcate, dove anche i caffè ormai hanno costi differenti fra italiani ed extracomunitari, gli italiani hanno messo le tende ai piedi del tricolore dell’ipocrisia, pronti a difendere il fortino della tradizione purista. Che esercito di valorosi, quello italico! Con in pugno i fucili della scontatezza e della falsa morale caricati di dita indici da scagliare verso chi “sbaglia” con tutta la patetica filantropia cattolica di cui è capace, e nelle tasche obici rudimentali come parole vecchie e convenzioni altrettanto stantie, è, folkloristicamente, più simile al circo Barnum che ad un plotone senza pietà. Masse di buffoni patetici padri di famiglia con video porno nascosti nei cassetti o nei garage, moralizzatori da moralizzare, predicatori senza argomenti. La vittoria dell’ossimoro. Già Leonardo Sciascia parlava dei cittadini del Bel Paese come “impenitenti penitenti” . Con il tempo e l’incedere della storia, soprattutto per l’ignavia del popolo incapace di riconoscere il diritto collettivo all’interno del grande territorio dell’interesse personale, quello cui è stato educato dal personalismo delle pedagogie chiesastiche imposte nella scuola democristiana e dal diktat post bellico dello zio Sam, questa teoria ha trovato riscontro e continuazione in ogni ambito della società. Dal potere alla cultura. Francesco Merlo, nel suo libro “Faq Italia”, mappa per casi estremi e riconosce, nel solo Novecento “l’imperialismo straccione di Mussolini”, le “convergenze parallele di Moro”, il “partito di lotta e di governo di Berlinguer”, gli “atei devoti di Giuliano Ferrara”. Tutte “sintesi impossibili”, sintagmi utili solo per raccattare tutto ed il contrario di tutto. In questo scenario, dove la condizione conseguente del rapporto fra potente e singolo cittadino non può che essere identificata nella dicotomia, che se è dicotomia non è più conflitto di classe per una pace sociale imposta decenni addietro dalla quiescenza sindacale, fra padrone e servo. Una schiavitù accettata perché imbellettata. Ed in questo scenario il nemico, il cattivo dei film, è quello che, di volta in volta, aiuta a spostare la discussione. Non nemico in quanto pericoloso sovvertitore dell’ordine costituito, ma fantoccio da esibire alla gogna al centro del villaggio mediatico per dislocare lo sguardo. Ecco che il fantoccio di Morgan viene elevato sul palo nei giorni della polemica sull’approvazione della norma sul legittimo impedimento. Approvato con 316 si, 239 no e 40 astenuti, consentirà allo psiconano di rimanere a lungo alla larga dai tribunali. È la politica che non si fa scrupolo di garantire sé stessa ed assolve sé stessa. Dentro, dalla parte della legge, loro. Fuori dall’ovile, tutti gli altri…

Annunci
Published in: on 4 febbraio 2010 at 22.29  Comments (1)  
Tags: ,

The URI to TrackBack this entry is: https://radicaliliberi.wordpress.com/2010/02/04/il-feticcio-morgan-nellitalia-bigotta/trackback/

RSS feed for comments on this post.

One CommentLascia un commento

  1. Ehi,siamo in Italia….
    Perben perbenism.
    Qui’ tutto è lecito,basta non si sappia in giro.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: