Comunisti, sipontini, senza… sosta

Adunata compagni! A Manfredonia i Comunisti Italiani hanno annunciato che apriranno la porta del partito per riunire, sotto la falce e martello, i “democratici sipontini” a sostegno di Angelo Riccardi. La pratica è quella antica dell’indipendentismo di sinistra, ereditata da socialisti e comunisti che se ne servivano per non perdere le anime belle del mondo intellettuale vicine all’idea della rivoluzione mondiale del sociale. La sovversione del golfo, piuttosto che sotto le effigi del lavoro, si consumerà all’ombra del delfino bioancoazzurro, emblema del Donia, di cui il candidato sindaco piddino è stato patron fino a pochi mesi fa. L’intento del PdCI è di quelli seri, una democratizzazione mascherata. Difficile, con i tempi che corrono, pensare ad una lista completa. Difficile, evidentemente, anche soltanto sedersi ad un tavolo per intavolare noiose discussioni sul questo è mio, questo è tuo. Le briciole che il Pd lascerà cadere contano meno della sperduta e misteriosa Kamchatka al gioco del Risiko quando si rimane senza carri armati per la difenderla. Evidentemente, briciola su briciola, i tavarish del golfo contano di potersi riempire lo stomaco e di portare alla sazietà anche il consigliere regionale del Partito Democratico. Ma la mossa muove all’indignazione gli iscritti del partito di Oliviero Diliberto. Sul sito manfredonia.net, infatti, l’agitazione si spinge fin oltre la diplomazia. A pagare, è il succo del discorso, saranno proprio i militanti. Qualora ci saranno eletti, resteranno fuori a tutto vantaggio degli ospitati. Beghe di dacia attorno cui già si prepara (e si aggiunge impietosamente) il cordone sanitario dei cittadini indignati contro i dieci anni di amministrazione Campo ed i cinque di governo regionale targato Nichi Vendola. Un manfredoniano infuriato, dichiara l’intenzione di votare, testualmente, “la Polo Bertone (Poli Bortone, ndr)” visto che “tra qualche giorno le farmacie farano pakare i medicinali pekè la reggione non paka le farmacie (cit.)”. E, nel gelo del mare sipontino, già si stanno allestendo, stando sempre ai commenti rilasciati su Manfredonia.net, le armate per la controrivoluzione preventiva. Soldati, come i salgariani indiani strangolatori, “i vechieti malati che vi strozerranno (cit)” usando per laccio l’arma del voto. Sarà un bel lavoro per i comunisti sipontini muoversi per la selva manfredoniana nel tentativo di dar corpo alla “sinistra diffusa”. Democratici o meno che siano gli ospitati.

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Published in: on 23 novembre 2009 at 22.29  Comments (1)  

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  1. Cavolo, sei bravissimo. Ciao Piero, da sipontino (super-sic, in verità sono barese) hai descritto benissimo la situazione pre-amministrativa in riva al Golfo, con qualche piccolo disappunto per le citazioni “culturali” dei ns compaesani. Pensare che l’Angelo fa leva proprio su loro per “accaparrare” il maggior numero di voti, un velo pietoso..ciao, un saluto, Giuseppe


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