Carmela Panico, la pasionaria Cgil

Il 27 luglio, appena tre giorni fa, Carmela Panico era stata insignita di una tessera speciale della Cgil. Un omaggio al suo impegno, la consacrazione di una vita spesa a servizio dei braccianti. Ventiquattr’ore e Carmelina non c’era già più. Nella mente della gente, come nei campi dell’agro di Cerignola, riecheggiano le sue ultime parole. Un testamento spirituale consegnato con la semplicità grintosa della combattente: “Coraggio compagni, avanti nella lotta e buon lavoro”. Un auspicio di consolazione o uno sprone. Per Carmela il vocabolario non è mai cambiato. Sin dagli anni in cui, giovanissima, addirittura ancora minorenne, aveva abbracciato la causa del Partito Comunista. Facile, nella Cerignola del dopoguerra. Il regno di braccianti e sfruttati. Il regno di Peppino Di Vittorio. Come lui, Carmela Panico univa, nel suo essere, la tenacia e il carattere alla sensibilità verso gli ultimi. La politica aveva, per lei, un significato profondo. Era donarsi. Una causa, una missione, un indirizzo. E, in quanto tale, un vincolo. Gli anni Cinquanta la videro eletta Consigliere Comunale a Cerignola; il decennio successivo, impegnata a Foggia nel sindacato rosso per eccellenza prima nell’Unione Donne Italiane, poi nella Federbraccianti della Cgil. Era il periodo del boom economico, del progresso economico che segnava il regresso sociale. Nell’organizzazione bracciantile di Capitanata, Carmela ricoprì incarichi di segreteria, divenendo una delle primedonne della politica foggiana. Vizio endemico, simbolo di famiglia. Sotto la falce e martello trovò riparo ideale anche suo fratello, Pasquale. Ed il marito, Vincenzo Pizzolo, fu uno dei maggiori esponenti del movimento proletario e comunista della Daunia.

Carmela percorse i campi e le piazze vivendo ogni evento cruciale della lotta bracciantile. Spese ogni sua forza a servizio di una causa. Come nel 1969 quando percorse in lungo e largo le campagne, presidio per presidio, posto di blocco per posto di blocco, per garantire la riuscita degli scioperi a favore del rinnovo del contratto dei lavoratori della terra. Guerrigliera del diritto, Carmela. La sua dimensione era la terra. Tanto che le immagini indelebili tracciate di lei restano quelle dei giorni di fermento. “La prima volta che vidi Carmela Panico – ricorda l’ex Presidente della Provincia ed ex segretario provinciale del sindacato del quadrato rosso, Giulio Miccoli – era in un campo, seduta su un tufo enorme, che tentava di spiegare alle braccianti l’importanza del contratto di lavoro e della lotta”. Un’istantanea fissata nella mente di molti, questa. Una donna a contatto e al servizio di altre donne. Tutte uguali, tutte unite nella lotta allo sfruttamento, contro le angherie dei kapò dei campi. Non ci sono mai state venature di buonismo nelle battaglie di Carmela Panico. Il suo femminismo non pagava dazio all’obbligo, al predefinito, allo scontato. Le femministe non l’amavano anche per questo. Oltre che per il suo indissolubile legame, per la sua cieca obbedienza al partito. Per Carmela, quello della donna era uno status di natura, piuttosto che un termine di merito o di demerito. E Carmelina Panico era una donna temeraria, temprata dalla fatica e dai sacrifici, genuina. Una donna meridionale e comunista. “Il Partito – è l’epigramma di Peppino Tavoliere – per gente come Carmela era la vita; e la vita era il Partito”. Razza pura, di sangue rosso, Carmela appartiene all’ultima generazione di militanti comunisti per cui la rivoluzione s’attendeva con la dedizione totale alla causa del socialismo. Merce rara ormai. Ne sono rimasti in pochi. Animali da macello prima, sotto il fascismo di Mussolini, terroristi schizofrenici nei monocolori democristiani, antiquati e anacronistici nel veloce e scambievole commutarsi delle idee nel mondo moderno. Carmela, ricorda Tavoliere “è vissuta fino all’ultimo respiro con il mito della militanza e della rivoluzione proletaria”. Una rivoluzione sincera, guidata dal Partito e condotta dal sindacato. “Perché – ricorda di lei Geppe Inserra, suo genero – mamma Carmela credeva fermamente nella lotta organizzata. Puoi avere le migliori idee del mondo, ma se non hai una base solida che ti regga in piedi, allora puoi stare sicuro di aver perso”.

(L’Attacco del 30 luglio)

Annunci
Published in: on 10 novembre 2009 at 22.29  Lascia un commento  

The URI to TrackBack this entry is: https://radicaliliberi.wordpress.com/2009/11/10/carmela-panico-la-pasionaria-cgil/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: