La (seconda) discesa di king Michele

Emiliano, Ciccarelli, Caruso, Ferrante, D'Errico

Come sempre aggressivo. Michele Emiliano, ieri mattina in conferenza stampa nella sede provinciale del Partito Democratico in Via Lecce, torna a Foggia dopo la bomba piazzata nel bel mezzo del patito di Capitanata prima delle convenzioni di circolo. Questa volta con meno rumore, con meno clamore, segno di una tensione che s’allenta gradualmente. L’occasione è la presentazione di “Semplicemente pugliesi”, lista collegata con la sua candidatura alla segreteria regionale. Il sindaco di Bari, accompagnato dal suo staff, ha dispensato le accuse, ripartendole (quasi equamente) fra centrodestra e bersaniani.

Già, perché un Emiliano in evidente assetto da Regionali, bastona, e non certo teneramente, il suo collega e candidato pdl alla presidenza di via Capruzzi Stefano Dambruoso. Prima lo accusa di essere una scelta forzata per il territorio, un nome calato dall’alto, da Roma. Per poi entrare nella sfera personale: “È un magistrato come me, ma non lo stimo”.

Risponde a tutto big Michele. Cammina rilassato, ride di gusto delle battute e ne fa a sua volta. Prima che prenda la parola, lascia parlare Gaetano Prencipe (“per Michele abbiamo raddoppiato il nostro impegno”), Claudio Sottile (“Semplicemente Democratici è una lista che abbiamo tarato su Foggia, ritenendo il capoluogo fondamentale per le strategie politiche del pd che verrà”) ed il sindaco di San Giovanni Gennaro Giuliani (“Michele è il passo in più per impedire a questo partito di ripiegarsi su sé stesso fino ad implodere”).

Emiliano riannoda il filo da dove l’aveva troncato, cioè dall’attacco frontale ai seguaci di Pierluigi Bersani in Capitanata: “Anche a Foggia il controllo del partito è, per loro, la cosa più importante”. Un fine che, puntualizza, “induce spesso a perdere di vista l’obiettivo comune”. Cioè, “la vittoria elettorale”. Il sindaco si serve un auto assist per concludere a rete. Non manca di sottolineare la “ridicola sconfitta” delle Provinciali 2008. da via Lecce, al contrario di quanto fatto da piazza mercato, non cita mai direttamente Paolo Campo e Michele Bordo. Ma le allusioni sono chiare. Oltre che insistenti. Emiliano riapre anche una vecchia ferita, quella della composizione della giunta di Foggia. Lo fa forte della presenza, in lista, di quattro consiglieri comunali (oltre a Sottile, capolista, ci sono Peppino D’Urso, Paolo Terenzio e Francesco Paolo De Vito). E rinvia a giudizio lo stesso Mongelli: “Non ci si illuda della vittoria qui a Foggia – parte – Oltre al fatto che il pd è debole, va ricordato che è stato portato avanti da pochi consiglieri il cui peso non è stato tenuto in considerazione nella composizione dell’esecutivo”. Nel momento in cui i candidati cercano di abbassare i toni, il sindaco levantino si tira fuori e continua per la sua strada. Perché è pur vero che “il Partito Democratico resta”, ma intanto c’è un congresso da affrontare e vincere. Pur senza “fare in modo che le divisioni tra di noi siano più marcate di quelle che dobbiamo segnare con la destra”. Emiliano gioca con le parole. Così si scaglia, ancora una volta, contro “i professionisti della politica”. Contro quei burocrati di partito “che entrano quando sono dei bambini e hanno la pretesa di rimanere al timone fino alla pensione senza fare altro nella vita”. Vien fuori il magistrato Emiliano. “Queste persone – stiletta – avranno una vita noiosa al di fuori del partito”.

Poi è la volta della “socialdemocrazia”. Il sindaco si scruta attorno ed indica le immagini ritraesti Peppeino Di Vittorio, Palmiro Togliatti e Sandro Pertini. “Se dovessimo pensare ancora con canoni di sessant’anni fa – attacca – andremmo contro il loro steso pensiero. Erano innovatori, mica sono tornati indietro a Giolitti o a Crispi piuttosto che a Carlo Alberto”. Le dita roteano e si spostano da una foto all’altra. “Se, alla fine del congresso – chiosa – il pd dovesse dirsi un partito socialdemocratico sarà la fine: perché non sarà capace di dialogare con la gente”.

(articolo pubblicato su l’Attacco del 20 ottobre 2009)

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Published in: on 20 ottobre 2009 at 22.29  Lascia un commento  

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